Erasmo: Elogio della Follia

a cura di Sandro Parmiggiani
28 ottobre - 3 dicembre 2016
Basilea - Galerie Carzaniga

Basilea è la città in cui Erasmo da Rotterdam visse e lavorò fino alla morte, nel 1536, e dove è ancora possibile "incontrarlo": la tomba nella cattedrale, gli oggetti personali all'Historisches Museum, la casa di Froben, il celebre ritratto di Holbein al Kunstmuseum. Proprio davanti a quel ritratto, alla riapertura del museo, Gianriccardo Piccoli ripensa a quando, trent'anni prima, in una clinica di Bergamo, aveva letto l'Elogio della follia. Da qui nasce il ciclo Elogio della follia. Per Erasmo.

In ogni dipinto Piccoli riprende il profilo disegnato da Holbein, inserito in una forma rettangolare, una sorta di "quadro nel quadro". Il disegno è la sua strada per entrare nell'essenza di un'immagine. Attorno al profilo si sviluppano segni, macchie e campiture in toni tenui, con improvvisi accenti di rosso e blu. Le opere nascono a terra, tra gocciolature e percorsi sinuosi, e la garza stesa sopra la tavola crea una distanza che velà e rivela. Il ciclo riprende la stessa struttura, ma con un tormento in parte placato. Piccoli rivisita frammenti di dipinti e fotografie a lui cari: Grizzana, il luogo di Morandi, un camion in autostrada, figure di Hodler e Corot, un ritratto di Moroni. Sono richiami a un lungo elenco di maestri, da Chardin, Corot e Cézanne fino a Morandi, Braque e De Staël, che segnano il perimetro della sua "navigazione".
Piccoli usa legno, carte, stracci, plastica, calchi in cera, sagome di filo di ferro e garze come schermi che filtrano la luce. Le "cassette" in legno di oggi richiamano quelle vuote di frutta e verdura dipinte tra il 1976 e il 1979: una macchina del vedere e, insieme, uno spazio di intimità e sacralità.
In mostra anche disegni a carboncino e grafite, di forte tensione espressiva, e paesaggi invernali con alberi spogli e contorti, in un'atmosfera di gelo e nebbia.
La pittura di Piccoli vive tra un "corpo a corpo" con l'immagine e il desiderio di varcare soglie e schermi, di spingersi oltre, verso una luce nel buio più fitto. È una pittura sempre in cammino, in bilico tra luce e ombra, energia e quiete, che fa di lui uno dei pittori europei di più alta qualità.